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giovedì 20 giugno 2013

Il vuoto: fioccano le recensioni - Riccardo Busi

Il Vuoto è un libro carico di amore, passione e tormento.
L’autrice di questo originale romanzo epistolare telematico descrive in prima persona stati d’animo e condizioni esistenziali della protagonista, Cecilia, con lucida razionalità, in un’autoanalisi catartica che consente al lettore di viaggiare nei meandri della sua psiche. Si esprime un punto di vista squisitamente femminile, ma i turbamenti interiori, i pensieri, i sentimenti di abbandono di Cecilia sono allo stesso tempo e in qualche modo universali, archetipici, e ci si ritrova a condividerli empaticamente. Trasportati e rapiti da una scrittura sempre mossa e variata che contempla più registri, incluso quello comico-grottesco, come se il romanzo fosse scritto a più mani. Si passa dal sorriso all’angoscia patita dalla protagonista, si rivivono i suoi sbalzi d’umore, catturati da un modo di scrivere accattivante.
Complimenti all’autrice, capace di emozionare e appassionare con un intrigante misto di scavo psicologico, leggerezza e ironia.

Riccardo Busi

venerdì 24 maggio 2013

Il Vuoto: recensione di Clara Spada

Sembra il prototipo della ragazza felice e soddisfatta, Cecilia, protagonista del primo bel romanzo di Carla Deplano. In apparenza ha tutto: importante famiglia alle spalle, bellezza, studi, marito e figlia, eppure dentro di lei cova il male di vivere. Che chiama appunto “il vuoto” d’amore, di comprensione, di attenzioni: ne sente gli effetti fin da bambina. L’incontro con Giorgio, docente del suo ultimo corso di perfezionamento a conclusione dei suoi studi, causa in lei un senso di grande ammirazione per questo uomo e a mano a mano la nascita di un sentimento sempre più forte e di profondo turbamento. Il suo primo passo è l’invio di una mail di ringraziamenti al professore,  maturo, chiuso, gay, col quale instaura una corrispondenza amichevole e poi confidenziale e intima, peraltro non contraccambiata nei toni, di cui per ben due anni non potrà fare a meno. Talvolta si incontrano per un cinema, un balletto, un concerto, ma come amici, come se le loro mail appartenessero a un’altra esistenza. L’impassibile professore diventa, come nella tecnica di Carl Rogers, il compagno alla pari che la sta ad ascoltare senza mai giudicarla. Anzi, più Cecilia si apre e si svela più lui si chiude fino alla indifferenza totale. Nelle mail che Cecilia gli invia, con crescente veemenza, gli esprime tutti i suoi più intimi turbamenti, il dolore per la perdita di un padre tanto ammirato e amato, di una madre apparentemente assente, di una sorella “strana” che ha assorbito e assorbe tutte le cure della famiglia. Ciò che colpisce sono i brevi positivi accenni, quasi di sfuggita, a marito e figlia. In questo lungo periodo l’attaccamento per Giorgio il professore si trasforma in amore impossibile, forte e travolgente, in un crescendo di toni e di parole, di scatti violenti e di rabbia che certamente non appartengono al suo lato pubblico. Lo specchio in cui si rifletteva è diventato un muro. Questa presa di coscienza è il mutamento che dolorosamente la porta all’accettazione di sé e al superamento dei suoi traumi. La cura è stata efficace.
Un libro intrigante fin dalla copertina che simboleggia perfettamente le tante lacrime e il sangue versati dalla protagonista fino a svuotarla per poi tornare a lei  colmando il vuoto e dandole nuova vita.
                                                                                Clara Spada