lunedì 15 settembre 2014

Colte idiozie: estratto gratuito

 
 
Filippo Pace

Colte idiozie

* * *
Edizioni
Logus mondi interattivi



Tra saltimbanchi e parvenue, le colte idiozie trovano spesso luogo e ci danno la misura non tanto di che cosa manchi, ma di quale immaginario si affacci dietro la coltre di gaffes, sproloqui e puro nonsense. Filipppo Pace le ha raccolte in questo esilarante ebook e vi offre un estratto tutto da leggere e da meditare.
Buona lettura
Pier Luigi Lai
Dir. Editoriale

Filippo Pace

COLTE IDIOZIE


Edizioni
Logus mondi interattivi
www.logus.it
info@logus.it
© 2014ISBN: 9788898062577
©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione, anche parziale.
eBook design e cover - Logus mondi interattivi pllai@logus.it

Premessa

Portatemi un circo e vi dirò che cosa potreste essere.
Nella gabbia dei leoni, fra tigri assonnate e l'esuberanza di elefanti, fra pagliacci esagitati e scosciate trapeziste voilà, il miracolo è fatto. Tra le lame di coltelli dell'allegro lanciatore, fra le lacrime di coccodrilli in passerella - e la musica a rimbombare e l'applauso all'imbonitore - ecco a voi lo specchio che rovescia su di noi lo sguardo ritornato per, se non proprio a capire, provare a indovinare dove arriveremo.
Tra saltimbanchi e parvenue, le colte idiozie trovano spesso luogo e ci danno la misura non tanto di che cosa manchi, ma di quale immaginario si affacci dietro la coltre di gaffes, sproloqui e puro nonsense.
Niente retorica, insomma, né moralismo da pseudo intellettuale sdegnato: le 'perle' qui raccolte sono il frutto di anni di esami e interrogazioni nell'ambito umanistico, in special modo in quello letterario. Gli autori, che sentitamente ringrazio, sono studenti di liceo e università, a comprova di quanto pittoresco e accidentato sappia essere il percorso formativo che informa l'italica prole in generale e i virgulti sardi in particolare.
Cerco la risata come consenso?
No, sarebbe troppo facile e rassicurante.
Cerco quella feroce del dissenso?
Neanche, è pieno di saccenti eremiti che giustificano la propria sapienza semplicemente non sporcandosi le mani, rinchiusi nelle loro case, auto esiliandosi dalla comunità. Ma che bravi, sembrano quasi veri.
Quel che cerco è un tornaconto personale?
Troppo stupido come modo, tenterei con qualcosa di più alto e nobilitante.
E allora che cosa giustifica questa cernita impura? Perché raccogliere dolorosi sassolini e insanguinati e farne un peso da caricare sulle spalle?
Per vizio, vezzo o sollazzo?
Per cambiare il mondo o per evitare che questo avvenga?
Per lanciare un monito ai posteri mostrando quanto caduca sia la via delle Lettere in uno spicchio di Civiltà Occidentale, meno europea di altre, sotto l'egida del Mercato libero?
O forse per invitare le generazioni venture a cotanto amabil riso?
La risposta è, in fondo, nella negazione di ogni vostra certezza.
Chiaro, no?

I verbi

Un vero italiano del Duemila si riconosce per la sua antipatia nei confronti dei verbi. Si tratta di un’epidemia buffonesca che non fa prigionieri. Luca Giurato a parte (il suo è un talento innato), la rielaborazione sballata dei verbi italiani si propaga fra conduttori e giornalisti televisivi. Gli studenti, dunque, non fanno notizia:
  • Il futuro di bere è beverò.
  • Il futuro anteriore di ridere è riderebbe.
  • Si scatenò un temporale e piovò.
...omissis...

Il lessico

Gli italiani diventeranno fra non molto laconici. Cioè di poche parole. Non per una questione emotiva, sociologica o politica: semplicemente poiché ne conoscono pochissime.
Ecco a voi il lessico, questo sconosciuto:
  • Languido vuol dire liquido.
  • Cromatico significa cromosoma.
  • Ammiccare non vuol dire instaurare un rapporto d'amicizia?
...omissis... 


http://lnx.logus.it/colte-idiozie/Filippo Pace Colte idiozie
Logus mondi interattivi
2014
f.to ebook (ePUB)
ISBN: 9788898062577
pag. —
euro 3,99

Filosofia del fascino: estratto gratuito


Francesco Pala

Filosofia del fascino

* * *
Edizioni
Logus mondi interattivi



Come far emergere la propria personalità nel sistema di comunicazione moderno fatto da social network e blog? Come presentarsi con "fascino" all'esterno?
Costruire il "personal branding" è oggi importantissimo in tantissimi settori e Francesco Pala, cominciando dalle basi, vuol dare un contributo fondato sull'argomento. 

Ecco a voi l'estratto dell'ebook.
Buona lettura
Pier Luigi Lai
Dir. Editoriale


FILOSOFIA DEL FASCINO

Francesco Pala

Edizioni
Logus mondi interattivi
www.logus.it
© 2014ISBN: 9788898062560

eBook design
Logus mondi interattivipllai@logus.it

©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione, anche parziale.
In copertina: © olly - GS Studio

Premessa

Tutti hanno una idea intuitiva di cosa sia il fascino. Ciascuno potrebbe rispondere ad una domanda in materia e probabilmente molti sosterrebbero che ognuno ha un’ idea soggettiva così come accade per il bello. Io stesso potrei rispondere d’istinto: “il fascino è 2066 di Roberto Bolaño”. E potrei argomentare con dovizia di tesi. Ma la filosofia è un’altra cosa. Filosofare è scegliere la via lunga ed impervia. Il lettore di questo libro perciò vedrà crescere la definizione di fascino a poco a poco, capitolo dopo capitolo, attraverso la mediazione di alcuni altri concetti che sono elementi essenziali del fascino medesimo e che serviranno a rendere chiaro perché la questione che trattiamo è oggi centrale più che mai.
La guida implicita e spesso esplicita di questo percorso è il pensiero di Gilles Deleuze, grande parabola filosofica dai riverberi infiniti e sempre lucenti.
Alla fine del libro vorremmo aver fornito elementi utili a smentire la seguente affermazione dell’amato Michel Houellebecq: «Il mondo era tutto tranne un soggetto di emozione artistica; il mondo si presentava assolutamente come un dispositivo razionale, privo di magia come d’interesse particolare».

Una lucente preistoria

Un’insopprimibile sensazione di banalità diffusa, espansa, proclamata, fatta di ripetizioni, luoghi comuni, déjà vu, emotività a buon mercato, comunicazione ossessiva e pervasiva. Questi possono essere gli standard di una vita media nel circuito tecnologico e mediatico dell’Occidente sviluppato. Niente a che vedere con la libertà, la differenza e la molteplicità che la società multimediale agli albori annunciava come pane quotidiano per tutti e che tuttora resiste nelle aspettative diffuse. Ciò che finora si è diffuso grazie alla rivoluzione tecnologica è un passo svelto e insensato per ciascuno, intelligenze stimolate in continuazione da protesi tecnologiche al servizio di un’interattività che estenua per ridondanza e volume. Uomini ridotti a recettori di stimoli di ogni genere, a volte incapaci di coordinarli, a volte inconsapevoli amplificatori deidesiderata della società multimediale. Ma c’è dell’altro. Accanto a questa incessante propulsione tecnologica si muove la vita di ogni giorno, quella che si pratica con la carne e con le ossa, negli uffici, nelle strade, nei posti di lavoro. Una vita lenta, compassata, svuotata progressivamente di senso dall’immaginifico circuito virtuale, pervasa da un’irrequietezza che progressivamente diventa insoddisfazione oppure da una passiva e abulica accettazione del procedere routinario con intere vite che si trasformano in sequenze di abitudini per diventare mere quinte teatrali per la vita vera e scoppiettante della virtualità. La nevrosi mediatica prosciuga l’esistenza di ogni giorno, la rende banale, indesiderabile, per catalizzare ogni energia vitale e convogliarla nel vuoto spinto e comunicativo.
Tra mondo materiale e mondo virtuale si è aperto un divario che prima di tutto è estetico: le volute infinite della realtà immateriale contro gli intonaci screpolati dei palazzi, gli habitat luccicanti della comunicazione via internet contro gli interni disadorni di un appartamento medio, le istantanee ritoccate sprizzanti bellezza contro la faccia di ogni giorno e di ogni ora.
Il divario è anche pratico, il mondo virtuale è intuitivo, rapido, a prova di desiderio, il mondo materiale spesso è opaco, ostacolante, frustrante. Il divario, infine, è sociale: il virtuale appare inclusivo, coinvolgente, un flusso che non lascia fuori nessuno, che non discrimina; il materiale è segnato da gerarchie, diffidenze, distanze e solitudini. Il fatto che l’inclusività sia spesso solo una parvenza non ostacola, visto che nell’alveo del virtuale l’apparenza è l’unico pane quotidiano richiesto e accettato.
Rispetto a questo contesto ci si divide ancora, come direbbe Umberto Eco, tra Apocalittici ed integrati2. I nuovi apocalittici assumono posizioni di retroguardia a difesa del mondo materiale e della sua autentica solidità: le piazze concrete, la gente reale, i libri di carta, la natura e il suo calore, la lentezza del cuore, la bellezza della riflessione. Gli integrati puntano l’accento sulle nuove possibilità comunicative, sull’emancipazione diffusa prodotta dalla condivisione di prodotti culturali e giornalistici, sulla comoda rapidità di un mondo a portata di mano in ogni momento e ad ogni ora della vita.
Il presente non sembra militare a favore degli apocalittici, non sembra cioè che il dilagare della virtualità possa arrestarsi e quindi non è facile credere che posizioni resistenziali o nostalgiche possano innestare contro-tendenze, né, d’altro canto, si ha la sensazione che il futuro prossimo possa consentire l’aprirsi di spazi per una matura e consapevole libertà mediatica.
In ogni caso, qualsiasi sia la direzione che il corso degli eventi si appresta ad assumere, esso non rientra nella disponibilità degli individui. Non spetta ai singoli o alle collettività con le loro organizzazioni politiche decidere il futuro. Altre forze, prevalentemente economiche, guidano le sorti del reale. Siamo perciò di fronte ad una sorta di nuovo ellenismo che richiede una doppia mossa: un rapido abbandono della dimensione politica, per esplicita impraticabilità e per assoluta sterilità di qualsiasi investimento su di essa, e un ritorno all’individualismo. Un ritorno cioè alla cura dell’essere umano, della sua individualità e della sua relazionalità, al di là di ogni implicazione strettamente politica.
Prendersi cura dell’individuo, dunque, elaborare una filosofia che si rivolga esplicitamente ad un campo circoscritto: i singoli uomini che non hanno a cuore le sorti del mondo e dell’umanità, che non vogliono resistere al presente né sprofondare nella palude virtuale, che non credono nel fatuo presenzialismo mediatico né nelle trite abitudini della vita materiale. Individui che considerano la vita un bene disponibile da plasmare e costruire secondo i tratti di uno stile personale che incroci estetica ed etica, passione e cambiamento, desiderio e potenza. Uomini per i quali letteratura, vita, arte, scrittura, esperienze del corpo e della mente, sensazioni, ricordi, incontri, poesie, fantasie, sogni, amplessi, metamorfosi, fanno parte del materiale vivo di uno stile vitale che mette in forma e deforma, ordina e disordina tutto, creando configurazioni destinate a durare un attimo o per sempre, secondo un criterio che ha nella capacità affermativa il solo valore, la sola unità di misura.
Avere uno stile, dunque, quale risposta individuale, essenziale e sufficiente alla buia banalità dei tempi nella loro dimensione collettiva. Avere uno stile come via indispensabile per fare di sé una costellazione luminosa che irradia fascino, che traccia una scia visibile e dona senso ad un’intera esistenza. Stile e fascino però possono essere solo i risultati di un percorso per tappe, difficile, graduale, filosofico, di cambiamento individuale che non comprende mode, trucchi, visagismi e citazioni culturali. Niente a che vedere con la nozione corrotta e corrente di fascino che straborda da vecchi e nuovi media.
Creare uno stile e generare fascino significa rifiutare la doppia banalità di mondo materiale e virtuale per percorrere un sentiero metamorfico che accoglie solo chi vuole divenire ciò che non è. Iniziamo.
Francesco Pala
Filosofia del fascino
Logus mondi interattivi
© 2014 - f.to ebook (ePUB)
ISBN: 9788898062560
pag. —
euro 4,99


sabato 13 settembre 2014

Cose da scrittori: parlare in pubblico


Consapevolezza
Il più delle volte abbiamo delle grandi idee e le lasciamo dentro un cassetto, altre volte le scriviamo, ne siamo entusiasti e le condividiamo; spediamo email, pubblichiamo sui social, coinvolgiamo utilizzando emoticon, “faccine”, punti esclamativi, e molto spesso tutto questo lo facciamo davvero bene, frutto di un lavoro intenso, di testi letti e riletti, di anni di studio.
Capita poi che un’idea, un progetto, una poesia, un racconto, debbano essere raccontati “live” di fronte ad un pubblico più o meno ampio, più o meno preparato. Allora arrivano le prime ansie: non so come iniziare, sembra mi manchino le parole, tengo lo sguardo basso, e d’improvviso il mio splendido lavoro scritto sembra quasi che perda “punti”, che fosse più interessante prima di parlarne.
Vedo dei volti dubbiosi, che a fatica riescono a seguirmi; forse non mi sentono, oppure non scandisco bene le parole; sarà perché sono monotono o monòtono? Immaginavo un maggior trasporto, più coinvolgimento ed entusiasmo. Sarò io o sarà il mio lavoro? O saranno loro che non capiscono, non mi apprezzano?
Molti di questi dubbi nascono dalla paura di parlare in pubblico, dalla poca pratica, dalla mancata conoscenza delle principali tecniche di Public Speaking.
Non c’è tantissimo da sapere, eppure se ci manca l’adeguata preparazione rischiamo di compromettere un lavoro eccellente, di dare un calcio alla nostra autostima oppure di crearci la falsa convinzione che non siamo all’altezza o che i nostri lavori dopotutto non sono poi così interessanti. Ecco che allora diventa fondamentale gestire ansia ed emozione, parole e gesti per rendere “giustizia” al nostro grande impegno.

Tecniche
Volessimo condensare in pochi punti l’approccio corretto per dare il massimo di noi stessi dobbiamo pensare che:
  1. Chi abbiamo di fronte è lì per ascoltarci ed apprendere, non giudicarci - Trasmettere emozioni con la nostra voce è bello quanto doveroso. Quando parli lasciati andare, fai in modo di arrivare al cuore delle persone;
  2. Incuriosisci, racconta aneddoti brevi e ad impatto, sii poco scontato;
  3. Prenditi gioco di te stesso, gioca con le persone, se è necessario; essere seri è una virtù, essere seriosi un difetto;
  4. Cura il tuo look e il tuo sorriso, la tua espressività: sono le prime cose che le persone che ti stanno di fronte si aspettano da te. 

Per approfondire. Se hai piacere sarò in Sardegna il 7-8-9 a Cagliari e il 21-22-23 a Olbia a parlare di questo, farti fare gli esercizi, farti migliorare nella tua comunicazione. Saremo un piccolo gruppo chiuso, massimo 14 persone per un laboratorio altamente esperienziale da cui imparerai davvero tanto. 
Ti aspetto, Maurizio.
(maurizio@topones.it)

Maurizio Figus ha pubblicato con Logus mondi interattivi
"Ogni lasciata è persa"
ISBN 9 7888980 62393

F.to ePUB
4.99 €
U
n libro dedicato alla consapevolezza e al miglioramento di sè stessi.

lunedì 1 settembre 2014

I libri digitali interattivi e animati: il formato ePUB3

Il mondo del libro digitale è sempre più in fermento e cominciano a svilupparsi gli enhanced ebook, ovvero libri digitali arricchiti di contenuti multimediali, interattivi e animazioni. Il formato che permette queste funzioni è l'ePUB3.
Questo articolo lo scrivo in occasione della pubblicazione del nostro primo ebook di questo tipo. Infatti Le torri di Kar El è un ebook zeppo di interattività e con il quale potete farvi un'idea delle funzionalità. Per cui potete scaricare la demo gratuita e poi farmi sapere.
Ma andiamo per ordine.

Cosa non è un ebook in formato ePUB3?
Avevo già scritto, ormai un anno fa (l'età della pietra per i libri digitali) che cos'è un ebook. In quell'articolo in pratica parlavo di ebook in formato ePUB2, ovvero di un formato che è definito da uno standard e che è fruibile dalla generalità di dispositivi, siano essi ereader, tablet e smartphone.
Il formato ePUB2 però non supporta contenuti arricchiti quali audio, video, animazioni, etc.. Il suo scopo consiste nel riversare in digitale il formato cartaceo con qualche piccola aggiunta come sottolineare, condividere, seguire un link, etc..
L'ePUB3 invece supporta tutta una serie di contenuti arricchiti che trasformano lo stesso concetto di libro.


Cos'è un ebook ePUB3?
E' un libro digitale con contenuti aggiuntivi, che grazie alla potenza dei linguaggi html 5, css3 e Javascript apre una nuova finestra nel mondo della lettura.
Ecco in sintesi alcuni tipi di contenuti:
  • audio - E' possibile inserire audio preregistrato per far sentire al lettore voci, suoni e addirittura il testo letto a voce alta e sincronicamente. Esempi di massima utilità di questa funzione sono l'accessibilità per i non vedenti, la fruizione da parte di dislessici e la fruizione del libro durante la guida;
  • video - Si possono inserire video anche direttamente residenti sull'ebook (embedded) anche se spesso, considerato il peso in byte, si preferisce linkarli sul web, magari con accessi protetti;
  • animazioni - Si tratta di vere e proprie animazioni che ad esempio ben si prestano a libri illustrati per bambini e ragazzi, ma anche per tutto il filone scolastico (es. vedere un fenomeno fisico);
  • interattività - Può essere un grafico che viene manipolato dal lettore oppure un gioco, oppure tante altre cose. E' sicuramente la frontiera più interessante degli enhanced ebook;
  • codice Javascript - La potenza di questo linguaggio, unito ad html5, fa del formato ePUB3 uno strumento utilissimo. Tramite questo linguaggio di programmazione l'ebook diventa in tutto e per tutto una app, al punto che non è semplice neanche per un esperto capire se si ha di fronte l'uno o l'altro. Ed il tutto senza che vi sia bisogno di compilare le righe di codice come avviene per una app.
Con quali dispositivi si può fruire di un ePub3?
E questo è il tasto dolente. L'ePub3 è infatti allo stato attuale compatibile pienamente con pochi dispositivi. Quelli che lo supportano meglio sono i dispositivi della Apple: iPad, iPhone e Mac con il software per la lettura che si chiama iBooks e l'app Readium che gira su PC.
Molte altre piattaforme supportano parzialmente  l'ePub3 ma non sono ancora complete come quelle di cui sopra.
>>> Scarica la demo gratuita in formato ePUB3 de Le torri di Kar El


Come posso leggere un ebook in formato ePub 3 se ho un iPhone, un iPad o un Mac?
Per leggere l'ePub3 devi utilizzare il software iBooks. Perciò la prima cosa da fare è assicurarti di averlo nel tuo dispositivo.
In alternativa scarichi gratuitamente l'app iBooks da qui per iPhone e iPad. Mentre se disponi di un Mac di ultima generazione è già presente.
Per leggere l'ebook in f.to ePub3 è sufficiente che lo scarichi dallo Store dei libri di Apple sempre agendo con iBooks. Se hai ricevuto l'ebook attraverso email o ftp (invio diretto), è sufficiente cliccare sull'allegato e chiedere di aprirlo con iBooks.
Come posso leggere un ebook in formato ePUB3 su un PC?
Allo stato attuale puoi utilizzare Readium, una applicazione che si appoggia al browser Chrome. Perciò dovrai prima scaricare il browser Chrome e poi Readium. L'importazione dell'ebook avviene con il drag and drop e la lettura è molto semplice e automatica.
Adobe Digital Edition, nella sua versione 4.0 supporta solo parzialmente l'ePUB3, per cui non è assicurato che la lettura possa avvenire in tutte le sue parti.

Per oggi è tutto, ma se hai qualche chiarimento da chiedere sarò ben felice di risponderti.
Pier Luigi Lai
Dir. editoriale
pllai@logus.it

>>> Scarica la demo gratuita in formato ePub3 de Le torri di Kar El Le torri di Kar El

martedì 29 luglio 2014

Booklamp, Goodreads, Anobii e il profilo del lettore: tra privacy e utilità



La notizia della settimana


La notizia della settimana nel mondo del libro che cambia è sicuramente l'acquisto di Booklamp da parte di Apple .

Chi è Booklamp? E' una startup che attraverso un avanzatissimo software consiglia in modo personalizzato ai lettori i libri 'migliori'.

Nel 2013 invece Amazon ha acquistato Goodreads, il social network dedicato ai libri. A seguire, Mondadori, a marzo 2014, ha acquistato Anobii, sempre ambiente social dedicato ai libri.

Cosa hanno in comune queste tre acquisizioni? 
 


Operatori telefonici e cattivi profili utente


Andiamo per ordine e per entrare nell'argomento una piccola esperienza personale.

Per pigrizia non ho ancora cancellato il mio numero telefonico dal registro delle opposizioni.

Per questo motivo continuo a ricevere proposte commerciali, in particolare da parte degli operatori telefonici. Fin qui nulla da dire, la pigrizia si paga. La cosa veramente strana è che continuo a ricevere numerosissime proposte commerciali da parte dell'operatore telefonico con il quale sono già abbonato. E le proposte ricevute non sono migliorative del piano tariffario che già posseggo, ma orientate esclusivamente all'acquisizione del cliente. Ne deduco che l'operatore telefonico spara nel mucchio a prescindere. Ovvero non ha una profilazione dell'utente in modo da poter fare proposte personalizzate.
 


Cosa hanno in comune Booklamp, Goodreads e Anobii?


Vediamo come operano queste piattaforme, a differenza dell'operatore telefonico di cui sopra. Le tre piattaforme fanno un mestiere importantissimo, creano un profilo utente del lettore, che vuole essere il più dettagliato possibile, in modo da proporgli il libro giusto al momento giusto. E' un'attività importantissima, alla base del marketing moderno, ed è per questo che Apple ha pagato profumatamente Booklamp (si dice tra i 12 e 15 mln di dollari).

Booklamp, tramite il software Book Genome Project, potremmo definirlo un motore di ricerca interno ai libri. Questo lega titoli e contenuti testuali al singolo lettore ed è quindi in grado poi di rilasciare 'consigli d'acquisto' fortemente personalizzati.

Goodreads e Anobii, si comportano in modo molto simile a Facebook: raccolgono dati sulle preferenze degli utenti ma nel settore specifico dei libri.

Anche questi dati saranno utilizzati per profilare l'utente e quindi orientare le proposte di acquisto in modo più mirato possibile.

E' il marketing 2,0 bellezza', si potrebbe dire.


Tra privacy e utilità


Veniamo ora all'ultimo punto. La profilazione dell'utente, anche spinta, è del tutto negativa?

Se le varie piattaforme, a cui scelgo di aderire, conoscono tutte le mie preferenze in materia di libri è una diminuzione della mia libertà?

Mah, in generale direi di no; e il discrimine dipende dall'uso dei dati raccolti. Cosa peraltro ben regolamentata dalle leggi in materia di privacy. Se i dati raccolti in merito alle mie letture servissero (esclusivamente) a consigliarmi nuovi libri che sono di mio gradimento, perché no?

Con l'aumento esponenziale di libri pubblicati e di quelli auto pubblicati, diventa sempre più difficile scegliere bene le letture.

E' per questo che ritengo tali piattaforme molto utili.

E' quello che fanno da sempre i librai, quelli della libreria sotto casa, quelli del consiglio 'porta a porta' (si potrebbe anche dire). Sapranno ancora essere concorrenziali con tali piattaforme?
Pier Luigi Lai
Dir. editoriale

Vuoi leggere altri articoli riguardanti il mondo del libro che cambia?

lunedì 28 luglio 2014

Storie in salita: estratto gratuito del libro

Teresa Cosseddu

Storie in salita

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Edizioni
Logus mondi interattivi

Pubblichiamo un estratto dell'ebook Storie in salita, tra l'ironico e lo spirituale, resoconti, scalate e immagini delle avventure sul Kilimanjaro, sull’Aconcagua, in Nepal e ancora nelle Ande.
"Storie in salita" è un libro che diverte.

Buona lettura.
Il direttore editoriale:
Pier Luigi Lai 




Teresa Cosseddu
info@teresacosseddu.com
© 2014ISBN: 9788898062553

eBook design
Pier Luigi Lai - Logus mondi interattivipllai@logus.it

Foto in copertina: ©Teresa Cosseddu

©Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione, anche parziale.
 A mio padre

L’ebrezza di quell’ora passata lassù, isolato dal mondo nella gloria delle altezze, potrebbe essere sufficiente a giustificare qualunque follia.
(Giusto Gervasutti)
I'd like to say that people . . . people can change anything they want to. And that means everything in the world.
(Joe Strummer)






Why

Qualche tempo fa, mentre mi preparavo alla salita di una montagna alta quasi 7.000 metri, distraevo la mia attenzione ossessiva su quella montagna leggendo storie di mare. Avevo già letto e riletto i classici di Conrad, Melville e Stevenson, cercavo qualcosa di nuovo e così scoprii gli scritti di Bernard Moitessier sulle sue avventure solitarie in barca a vela. Anche Moitessier, come me, aveva un luogo privilegiato in cui si sentiva completamente vivo, in pace e libero, per lui erano i mari, per me le montagne. Attraversare oceani tempestosi o andare verso rocce sconosciute irte di sofferenze, pericoli e ignoto era per entrambi un bisogno e un feroce piacere. Quelle letture addolcivano i miei allenamenti sul vicino Monte Corrasi e stimolavano la mia immaginazione sempre in cerca di nuove vie di fuga... Accade così, i miei miti della letteratura, dei fumetti, del cinema, mi indicano spesso la direzione per le avventure, è così che mi sono ritrovata con la passione per i luoghi "estremi", per esempio per le Montagne, quelle alte, almeno 4.000 metri, quelle senza, senza rifugi, senza skilift, skipass, sciovie, funivie. Si tratta certo di ambienti ostili, freddi e inospitali, ma non si pensi a posti visitabili solo da eroici superuomini, magari anche belli con spalle e sorrisi sudtirolesi, carichi di sponsor e di attrezzature supercazzute. In realtà su buona parte delle grandi montagne si può salire semplicemente camminando, non bisogna essere super e neanche necessariamente uomini. In fin dei conti chiunque può andare su per montagne, non dico che sia facile, non sto parlando di passeggiate, ma se alla base c'è una buona motivazione e una forte passione, nel senso di qualcosa legata al cuore, cioè di qualcosa che ha a che fare con la vita, tutto il resto, studio, preparazione, ecc., succede di conseguenza, fermo restando che è la Montagna che comanda (sempre!) e che perciò bisogna avvicinarsi con reverenziale timore (sempre!). Ci sono molti modi di andare per montagne, personalmente preferisco muovermi in autonomia, con carichi leggeri e salire fin dove mi è possibile con le mie forze, senza l'ausilio di bombole d'ossigeno o altri marchingegni. Credo che arrivare fino in cima sia per un buon 70% una questione di testa, intesa come mente, e per il resto sia fisica, intesa comemateria. L'ambiente di alta quota è duro, ogni azione è difficile, manca tutto ciò a cui siamo abituati, dall'ossigeno per respirare in poi, si sta in una condizione di perenne provvisorietà e incertezza, ci si sente sempre spossati, il semplice atto del camminare è talmente faticoso che non riesco a spiegarlo. Eppure in certe situazioni io ci sguazzo, mi sono necessarie, è una specie di droga, e ... mi ritorna in mente Moitessier ...
Chi me lo fa fare? perché patire in bivacchi a 30 gradi sottozero in culo al mondo? Certi discorsi patinati suggerirebbero argomenti tipo "superare i propri limiti", ma li conosciamo davvero??, o volersi fregiare di primati straordinari, di che??, o portare bandiere in vetta, di chi??
Rifletto e credo che ciò che mi spinge a salire su certi lassù è il bisogno discendere nel più profondo di me stessa e ri-scoprire il Punto e il Tutto. In un certo senso è una forma di egoismo (come tutte le passioni), anche perché c'è una buona dose di divertimento, sebbene possa sembrare uno strano tipo di divertimento, sostengo una tale fatica perché, tra l'altro, la vedo come una delle vie possibili per me per capire chi sono, quale è la mia dimensione e che ci faccio qui. Naturalmente certe domande non me le posso fare quando sono in alto, lì si innescano solo pensieri ed emozioni primordiali, lì posso solo cercare di governare la pura sopravvivenza (il respiro, il respiro!) e le mille paure (che spesso sono una salvezza). Dopo una lunga salita in quota mi capita di rimodulare tutta l'esistenza e dare il giusto valore alla mia quotidianità, questo fenomeno vi sarà certo noto perché accade dopo certi tipi di viaggi, chiamiamoli illuminanti, così molti aspetti di una salita in montagna li capisco solo quando torno a casa.
Ma, c'è sempre un Ma!, quando la Montagna mi accoglie e si lascia salire, posso scoprire orizzonti che sono mozzafiato non solo perché non c'è più ossigeno ma perché sono super, superspettacolari. Il meraviglioso show dell'Universo si apre davanti al mio sguardo e lì sono viva, in pace, libera.
Estratto gratuito dell'ebook: 
Autore: Teresa Cosseddu
Edizione digitale © 2014
Edizioni
Logus mondi interattivi

© Tutti i diritti riservati.
Vietata la riproduzione, anche parziale.
ISBN: 978 8898 06 2553
L'ebook è acquistabile anche nei migliori store on line