giovedì 17 luglio 2014

Autori: Teresa Cosseddu

Calcare, granito e ciottoli di mare. L'Origine è in un'Isola, per fortuna, il mare è la mia pelle. 
Sono irrequieta da quando ho percepito il mondo e ho capito cosa mi sarebbe piaciuto fare nella vita molto tardi, a otto anni, allorquando feci il mio primo vero viaggio: insieme a mio padre in autostop da Cala Gonone a Nuoro. 
Era l'estate del 1972 e da allora ho fatto di tutto: sognatrice, nomade, migrante, errante, raminga, vagabonda, randagia, pellegrina, esploratora, viaggiatora, straniera, clandestina, aliena. 
Ho pure lavorato ma, per il mio benessere,  ho sempre preferito tutto il meglio che la vita può offrirmi. Ho attraversato spazi che sembrano infiniti e che annullano il tempo, luoghi senza muri dove tutti siamo stranieri, sono sempre tornata a casa.
Attualmente cerco di raccontare con le immagini e di fare immaginare con le parole, il reportage è la mia cifra, lo strumento che somma le mie passioni: Natura, Avventura, Incontro e Racconto.
Coming soon
Teresa Cosseddu ha appena pubblicato l'ebook:

Storie in salita
@2014 Logus mondi interattivi
ISBN:
9788898062553 

4.99 euro
Anche in oltre 40 dei migliori store online 

www.teresacosseddu.com
info@teresacosseddu.com

lunedì 14 luglio 2014

Autori: Viviana Porru

Viviana Porru (4 Marzo 1991) è cresciuta in un paesino di provincia, Senorbì dove ha condotto gli studi superiori, dedicandosi con particolare interesse alle lingue straniere e scoprendo l'attrazione per il campo dell'arte. Nel periodo universitario, trascorso a Cagliari, alternando lavoro e studio, ha scoperto una nuova grande passione, il teatro, partecipando a diversi corsi, spettacoli e iniziative.
Si è laureata con lode nel novembre 2013, presso la facoltà di Beni Culturali, con una tesi su Maria Lai, nella quale ha preso in esame le testimonianze dell'artista, raccolte nell'inedito archivio video del regista Francesco Casu. Attualmente prosegue gli studi di specializzazione in arte contemporanea, presso la facoltà di Arti Visive dell'Università degli studi di Bologna. 

E' autrice del libro
ISBN: 9788898062546
f.to eBook
euro 7.49

sabato 12 luglio 2014

Maria Lai, un filo d'arte per tutti - Estratto gratuito del libro

 Pubblichiamo un estratto dell'ebook di Viviana Porru, profonda conoscitrice dell'opera della grande e poliedrica artista Maria Lai. Il libro è fortemente basato su materiale completamente inedito proveniente dall'archivio del curatore del libro, il regista multimediale Francesco Casu.

 Buona lettura.

Il direttore editoriale: Pier Luigi Lai


Viviana Porru

Maria Lai: un filo d'arte per tutti

* * *
Edizioni
Logus mondi interattivi

 

Maria Lai, un filo d'arte per tutti

Autore: Viviana Porru
Coordinamento: Francesco Casu
Edizione digitale © 2014

Edizioni
Logus mondi interattivi
eBook design
Pier Luigi Lai - Logus mondi interattivi
pllai@logus.it

© Tutti i diritti riservati.
Vietata la riproduzione, anche parziale.
ISBN: 9788898062546

Introduzione

Quando mi accingevo a scrivere la mia tesi di laurea su Maria Lai e il suo intento di “ridefinizione dell’arte”, non avrei mai immaginato di avere l’opportunità di proporre il mio lavoro a un pubblico che andasse oltre i miei professori universitari. Ora che questo sogno è diventato realtà spero di riuscire a coinvolgere coloro che si avvicinano per la prima volta a Maria Lai, come è capitato a me, quando scoprivo l’intensità e la magia di cui si intride ogni sua opera, mentre esploravo il suo mondo sempre in bilico tra sogno e concretezza.
Conoscevo Maria Lai in maniera superficiale, sapevo che è ritenuta l’artista contemporanea più significativa della Sardegna, ma solo dopo aver approfondito la conoscenza della sua opera ne ho compreso il motivo: in oltre cinquant’anni di carriera ha intrapreso un percorso talmente originale che non è stato mai possibile catalogarla in un movimento artistico specifico, giacché le sue opere abbracciavano tutti i tipi di sperimentazione possibile; è stata capace di cogliere l’aspetto più tradizionale della Sardegna e reinterpretarlo attraverso il linguaggio della contemporaneità.
Il destino ha voluto che io avessi la possibilità accedere al ricco archivio video su Maria Lai di Francesco Casu 1, un noto videoartista che per oltre dieci anni ha collaborato con lei ricevendone importanti insegnamenti, che ha raccolto in esclusive video-interviste. Questo studio ha rappresentato per me l’occasione di trovarmi ora, a rielaborare e il mio lavoro di tesi, con l’intento di trasformarlo in un e-book, uno strumento divulgativo per chi si avvicina per la prima volta al mondo segnico di questa grande artista con il desiderio di approfondirne la conoscenza.
Maria Lai, nel corso della sua lunghissima carriera, non si è limitata a realizzare opere dal forte carattere poetico e lirico ma ha anche speso tempo, energia e fatica per un obiettivo molto importante: abbattere il muro di diffidenza e incomprensione che oggi allontana dall’arte contemporanea la gran parte del pubblico. Per questo scopo, Maria Lai ha messo a servizio del mondo dell’arte tutta la sua capacità creativa, il suo carisma e il suo ingegno, elaborando numerose opere indirizzate alla divulgazione artistica con linguaggi e contenuti che conducono lo sguardo alla riflessione.
Con grande leggerezza e con la sua indubbia capacità di giocare con l’arte, senza alcuna traccia di nozionismo, le sue “lezioni” sono mosse solo dal forte desiderio di condividere la straordinaria ricchezza che il mondo dell’arte può offrire.
Per chi come me non ha avuto la fortuna di conoscere di persona Maria Lai, di osservare la sua capacità di incantare e affascinare il suo interlocutore, l’archivio video di Francesco Casu si presenta ora come una sorprendente opportunità: oltre quarantacinque ore di riprese, realizzate durante i loro incontri, in circostanze di lavoro, di studio, di ritrovo con amici e conoscenti o di eventi pubblici scarsamente documentati, danno nuova vita alle parole e agli insegnamenti profondi dell’artista. In queste occasioni, Maria Lai descriveva il suo lavoro, progettava installazioni e operazioni artistiche; talvolta raccontava di esperienze passate che avevano particolarmente segnato la sua vita e la sua filosofia.
Qui saranno riportati solo alcuni passaggi di questo enorme archivio, che a breve sarà finalmente reso fruibile al pubblico.
Ad arricchire il nostro breve percorso, contribuiscono le testimonianze e gli aneddoti di persone che hanno conosciuto a fondo Maria Lai, condividendo con lei momenti di lavoro e di vita. La nipote dell’artista Maria Sofia Pisu 2 e lo storico dell’arte Gianni Murtas 3, da me intervistati nell’agosto 2013, ci danno chiare indicazioni sul suo percorso estetico.
Grazie a questi elementi sarà possibile intraprendere un cammino alla scoperta di tematiche molto importanti nella filosofia dell’artista, incarnate da alcune delle sue opere più rilevanti. Si parte da Legarsi alla montagna, performance che vide al centro dell’opera l’intero paese di Ulassai e che testimonia il desiderio di incontro e coesione con la comunità. I libri delleFiabe cucite e la Barca di carta ci racconteranno della volontà di riscoprire la tradizione e tramandare la memoria in modi inediti. Il percorso proseguirà con il Volo del gioco dell’oca e i Luoghi dell’arte a portata di mano, tracce del bisogno dell’artista di continuare a giocare tutta la vita, e di come il gioco possa trasformarsi in una importante esperienza conoscitiva per tutti. Infine si parlerà delle importanti proposte per il futuro, come la Stanza dell’arte, un progetto didattico che avvicini gli studenti di tutte le età all’ambito artistico, attraverso il contatto diretto con l’opera.
Con le sue parole e la sua produzione, Maria Lai ci ha insegnato che abbiamo un patrimonio straordinario e una terra magica, la Sardegna, fatta di leggende e storie antichissime tramandate miracolosamente per millenni. Ci racconta di come l’uomo da sempre abbia sentito il bisogno di creare e riconoscere l’arte intorno a se, per esprimere se stesso e la sua visione del mondo. Ci porta a riscoprire come tutto questo rappresenti un vero nutrimento per lo spirito umano, un banchetto al quale tutti siamo invitati.

La comunità


Legarsi alla montagna

L’8 settembre 1981 è una data impressa per sempre nella storia di Ulassai, il giorno in cui prese vita Legarsi alla montagna.
Ma alla fine degli anni Settanta, quando la nostra vicenda ha inizio, nessuno poteva ancora immaginare che dalla proposta di un semplice monumento per il paese si sarebbe giunti a una vera performance d’arte totale.
Il sindaco di quegli anni, Antioco Podda era preoccupato per la scarsa notorietà del paese e desiderava renderlo “partecipe della storia”. Contattò a tal proposito Maria Lai, che era nata proprio ad Ulassai nel 1919, ma da lungo tempo risiedeva e lavorava a Roma, come artista affermata.
Il sindaco le chiese di realizzare un’opera d’arte per il paese: un monumento ai caduti della grande guerra. L’artista, però, aveva un’idea di opera d’arte nettamente diversa. Disse che, se il paese voleva essere partecipe della storia, avrebbe dovuto fare qualcosa di unico e mai visto prima.
Ecco la vicenda raccontata con le parole dalla stessa Maria Lai4:
“Non avevo praticamente mai vissuto davvero a Ulassai. Da adolescente avevo frequentato le scuole a Cagliari e poi, appena ventenne, ero andata a studiare fuori dalla Sardegna. Tornai al paese, in quel periodo, chiamata dal sindaco democristiano.
Per via dell’opposizione tra democristiani e comunisti, già solo questa chiamata aveva provocato una rottura, nel paese, tra chi era a favore e chi contro un mio eventuale intervento. Io non avevo mai frequentato nessun partito, non mi ero mai occupata di politica.
Erano stati stanziati quaranta milioni e il paese voleva che fosse realizzato un monumento ai caduti.
Io chiesi il perché. Mi si rispose che tutti i paesi, tranne il nostro, possedevano un monumento, e che un’opera simile, realizzata da un’artista che lavorava a Roma, avrebbe potuto far “entrare Ulassai nella storia”.
Io dissi che, se loro pensavano che un monumento ai caduti corrispondesse alla parola “arte”, si sbagliavano di grosso e che, da parte mia, realizzare per loro un’opera simile sarebbe stata un inganno. Dissi loro: “se volete un monumento ai caduti, chiamate un altro artista, perché io non sono disposta a fare un torto al mio paese. Ma se quello che volete è essere nella storia richiamatemi e cercheremo di fare qualcosa che non sia mai stato fatto, in nessuna parte del mondo”.
Il paese era offeso con me, perché pensava che io non li ritenessi degni del mio interesse. Mi richiamarono dopo aver discusso sulla mia proposta per un anno e mezzo.
Io dico che fu quello il momento in cui iniziò l’opera. Il primo passo era stato quello di far vivere al paese l’esperienza del dialogo, della decisione collettiva: il vero problema di Ulassai era l’assenza di comunicazione, l’enorme diffusione di rancori. Quest’occasione diede modo alle persone di riunirsi e parlare.
Naturalmente, quando mi chiamarono, io non avevo nessuna idea di come sarebbe stata l’opera, e incominciai a pensarci dialogando con la gente del paese. Scoprii che c’erano, nei loro racconti, tante leggende legate al paesaggio, leggende estremamente poetiche, che denotavano una cultura di cui le persone non erano consapevoli.
Ulassai è minacciato da frane; ad ogni temporale ci sono sempre grandi cascate di sassi dalla montagna che sta alle spalle del paese. Queste pietre enormi cadono sulla vallata minacciando le case e le vite delle persone. Nei vicini Osini e Gairo c’erano state frane che avevano imposto grandi ricostruzioni. Il paese, perciò, vive da sempre una situazione di paura, una paura che talvolta si tramuta in una sorta di attrazione, un pericolo da affrontare, proprio come succede a Napoli, dove le persone ancora costruiscono ville sulle pendici del Vesuvio.
Una leggenda era stata raccontata a tutti i bambini di Ulassai, da diverse generazioni, e anche a me. Vi scoprii una metafora che poteva diventare simbolo del mondo contemporaneo:
«Una bambina viene mandata sulla montagna a portare del pane ai pastori.
Giunta sul luogo, sente il brontolio del tuono: sta per scoppiare un temporale.
La bambina si rifugia, allora, in una grande grotta e proprio qui trova tutte le greggi e i pastori che si riparano, aspettando la fine della bufera. All’improvviso, fuori dal rifugio, si vede svolazzare un nastro celeste portato dal vento. I pastori lo notano, ma non gli danno importanza, lo giudicano una frivolezza. Ma la bambina, capace di stupore, non mette freno al suo istinto, corre dietro al nastro, incurante nella pioggia. In quel momento la grotta frana e inghiotte dentro di se greggi e pastori. »

Estratto dell'ebook:
Maria Lai, un filo d'arte per tutti
Autore: Viviana PorruEdizione digitale © 2014
Edizioni
Logus mondi interattivi

© Tutti i diritti riservati.
Vietata la riproduzione, anche parziale.
ISBN: 9788898062546
L'ebook è acquistabile nei migliori store on line

venerdì 11 luglio 2014

I librai, quelli veri: professionisti del libro

Scrivo di getto dopo aver letto l'ennesimo articolo in merito al danno che il digitale sta creando al libro cartaceo. 
Attorno alla crisi dei libri cartacei si fa un gran parlare, ma forse occorrerebbe meno emozione e più analisi. L'innovazione, creando nuovi mercati, se non viene cavalcata,  contribuisce a spazzare via i vecchi mercati. Questi processi non possono essere guidati con logiche lobbistiche o con imposizioni legislative. Sono dei palliativi che spesso fanno molti più danni.
Un esempio in Italia è la legge Levi, fatta per impedire alla grande distribuzione di fare sconti non sostenibili per la libreria di quartiere.
Ma questa è una buona cosa? Di sicuro la Legge Levi penalizza colui che vorremmo più coccolare, ovvero penalizza il lettore che potrebbe acquistare libri a prezzi più bassi.
Detto questo veniamo al nodo della questione.

Chi è il mio libraio preferito?
Penso ai librai, ai bravi librai, ai librai che sono guru dei libri. I veri guru. Non penso a quegli strani personaggi, spesso scrittori creati in laboratorio dalle case editrici generaliste, quelli da "consigli per gli acquisti", costretti a presentarsi nei vari talk show titolati, per i quali l'editore ha pagato profumatamente per avere lo spazio televisivo.



E' invece il libraio, quello vero, che vorrei continuare a cercare (e trovare) per farmi consigliare il libro da regalare a mio figlio. E' questo il libraio che vorrei. 
Perchè è meglio pagare un libro a prezzo pieno che sicuramente leggerò perchè sono stato ben consigliato, piuttosto che acquistare un libro con il 50% di sconto acquistato nel grande store e che lascerò dopo le prime dieci pagine.
Voglio un libraio amico, che mi conosce nel profondo e che mi fa contento quando mi manda un'email con oggetto "Ho trovato un libro per te". E' da lui che voglio ricevere i consigli di lettura e non dalla casa editrice generalista. Questi ultimi sono "consigli per gli acquisti", ma è tutta un'altra cosa.
E basta con questo "Chiuso per kindle"; non è il digitale che sta facendo concorrenza al libro cartaceo; lo dicono i numeri ancora ridotti dell'ebook.
La verità purtroppo è un'altra ed è più seria:

gli italiani leggono poco. 
Pier Luigi Lai 
Dir. editoriale 
Logus mondi interattivi

*Immagine tratta da: http://fronteretro.blogspot.it/2011/11/once-upon-time-prima-parte.html, un bellissimo articolo che affronta da un'altra angolatura lo stesso problema.

lunedì 23 giugno 2014

La Biblioteca Digitale dei Comuni: un patrimonio da salvare e valorizzare.

Grande risonanza per la Biblioteca Digitale dei Comuni.
Ecco i principali media che ne hanno parlato:
ANSA
Libero.it
Tg Confartigianato
L'Unione Sarda
Tiscali
Mediterraneanews 
Editoria.tv
Unica Radio (1° min)
Sardegna Reporter
Sarda News




Cos'è la Biblioteca Digitale dei Comuni?
La Biblioteca Digitale dei Comuni è una iniziativa che mira a salvare e conservare il patrimonio librario in possesso dei comuni, che con grande lungimiranza e valore sociale, hanno da tempo finanziato, commissionato e poi pubblicato e distribuito migliaia di libri.

Per le loro caratteristiche (mancanza di distribuzione capillare e contenuti a volte di livello locale) questi libri non sono inseriti nel normale circuito e quindi spesso non si sa neanche della loro esistenza, nonostante a volte siano degli assoluti capolavori o comunque contengono studi approfonditi su tematiche importantissime.

Come troviamo i libri?
   Polverosi, ingialliti, illeggibili, divorati dalle tarme, antichi o dimenticati in qualche magazzino: ecco come spesso li troviamo. Ma anche conservati bene ma non adeguatamente valorizzati.
L'idea è maturata in redazione pensando a quanti libri non si trovano più a catalogo, oppure il catalogo non lo hanno neanche mai visto.

Di cosa parlano?

 Studi antropologici e sociologici, libri di storia locale o guide turistiche, trattati sui beni archeologici e culturali o libri di fiabe: tutti sono interessanti. Inoltre stanno per consegnarci, pronto per essere digitalizzato con un 'sistema dolce', anche un libro del 1800: un patrimonio inestimabile, forse l'unica copia che è rimasta.

Distribuzione dei libri digitalizzati
In ogni caso abbiamo già lavorato e pubblicato una parte del patrimonio librario di 6 comuni sardi e, in 6 mesi, contiamo di digitalizzare e rendere fruibili i primi 100 libri. Non è un impegno leggero però riportare 'in vita', e rendere fruibili a tutto il mondo, veri e propri pezzi di storia, ed è una sensazione che non lascia indifferenti. Man mano che i libri vengono digitalizzati, cominceranno a rivivere e faranno parte di un sistema che li inserirà in oltre 40 librerie nazionali e internazionali come Amazon o Apple Store, oltre che essere disponibili presso le pubbliche amministrazioni sotto forma di copie gratuite.

Le radici, la memoria e il dettaglio
Questo significa che il patrimonio bibliotecario potrà essere consultato, per esempio, anche dagli emigrati italiani in sud America, alla ricerca delle loro radici oppure dagli studiosi, che potranno approfondire ricerche su un determinato argomento. Inoltre i Comuni potranno metterli a disposizione di turisti e cittadini, contribuento a valorizzare il proprio territorio e per la conservazione della memoria.

L'attività di digitalizzazione è attiva in tutta Italia. In Sardegna e in Lazio, ANCI è partner dell'iniziativa.

Il direttore editoriale
Pier Luigi Lai
pllai@logus.it

giovedì 12 giugno 2014

Intervista sul mondo del libro che cambia

Estratto dell'intervista di Alessandro Ligas per Trasferimento tecnologico

L’uomo vuole vivere nella sicurezza e in uno stato di equilibrio. L’innovazione impone all’uomo un cambiamento ed è questo che non piace. Deve faticare. Ma senza innovazione il mondo non cresce, non va avanti. (cit)

“Siamo nell’era di GutenBezos” racconta PierLuigi, direttore editoriale di Logus, che ha coniato questo concetto, “è in questa parola che si può riassumere la rivoluzione che il libro digitale sta portando nel mondo. Così come Gutenberg ha rivoluzionato il mondo del libro con la stampa a caratteri mobili, allo stesso modo, ma a livello planetario Jeff Bezos (che ci piaccia o meno), sta rivoluzionando il mondo con il libro digitale. Ecco da dove viene la parola GutenBezos: da Gutenberg e da Bezos.”
“La stranezza della filiera del libro” continua Pierluigi “sta nel numero di libri che vengono resi al distributore: è enorme. Il “reso” infatti si aggira intorno al 50% della tiratura, ovvero su 4000 copie stampate (tiratura media in Italia), 2000 tornano all’editore che per un certo periodo le metterà a magazzino, alimenterà in una piccola misura il mercato dei libri a metà prezzo (o simili) e la maggior parte di questi, al fine di non determinare ulteriori costi di magazzino, finirà al macero. In pratica quasi la metà di tutti i libri che vengono stampati, compresi i best sellers, finiscono al macero!”
Ti occupi di editoria digitale, cos’è?
Gino Roncaglia ha definito l’editoria digitale “La quarta rivoluzione del libro”. Anche io penso che questo che stiamo vivendo costituisca un passaggio epocale. L’editoria digitale è inserire un testo invece che sulla carta su un dispositivo hardware: semplicemente è un cambio di supporto, nè più nè meno quanto già avvenuto dalla pergamena alla carta.
Cos’è un ebook? Un ebook è un libro che si legge con un dispositivo digitale (ereader) studiato per facilitare la lettura. L’ebook letto con un reader è un libro da sfogliare, ma in cui è anche possibile ingrandire i caratteri, inserire note personali o condividerle con gli amici o con il mondo intero, sottolineare, mettere il segnalibro e tante altre cose. Una delle poche cose che con l’ebook non si può fare (mentre con il libro cartaceo sì) è mostrare agli altri la copertina del libro che si sta leggendo… va in stand by e non c’è niente da fare :)

Quando si parla di ebook e cartaceo spesso si discrimina il primo. Questo è un pregiudizio sopratutto da parte di chi non ha mai letto in digitale. Come si può superare questo? C’è da dire che questo fenomeno è sempre esistito e riguarda le transizioni, le innovazioni che irrompono nella nostra vita e ci costringono a cambiare abitudini e comportamenti. L’uomo vuole vivere nella sicurezza e in uno stato di equilibrio. L’innovazione impone all’uomo un cambiamento ed è questo che non piace. Deve faticare. Ma senza innovazione il mondo non cresce, non va avanti. Chi accede alla lettura con un buon ereader, alla fine si innamora e non lo lascia più. Si possono leggere più libri contemporaneamente e posso portarmi appresso un’intera biblioteca, posso acquistare con un solo clic e cominciare a leggere un libro in meno di un minuto. Un’amica da poco convertita all’ebook mi ha detto che è peggio del gioco d’azzardo: acquistare libri con un ereader è come una ludopatia. Come si supera questo pregiudizio? Con il tempo.
Quando si parla di cartaceo ed ebook è come parlare di Milan e Inter, Roma e Lazio, la razionalità non esiste.
E’ verissimo questo, parlare di libri ed ebook a cena è rischioso quanto parlare di politica o di calcio. Si rischiano le amicizie. L’ebook divide le persone ed è solo una questione di pancia. Direi provare per credere… ma non lo consiglio.
Non consigli l’ebook? ;)
No, non consiglio di discuterne a cena :)
Uno studio dell’Unesco evidenzia che il digitale sta facendo accedere alla lettura il terzo mondo, cosa ne pensi? Grazie alla diffusione degli smartphone il cosiddetto terzo mondo sta scoprendo i libri per mezzo dell’ebook. E’ una bellissima notizia. Sappiamo benissimo che accedere alla lettura vuol dire evolvere, sia come persona che come popolo. Anche Gutenberg ha ampliato moltissimo la possibilità di leggere delle persone, ma questa volta il fenomeno è di natura planetaria. Allo stato attuale solo 2 mld di persone accedono alla lettura e grosso modo coincidono con il cosiddetto mondo civilizzato. Abbiamo altri 5 mld di persone da conquistare… niente male come potenziale bacino d’utenza, vero?
Che difficoltà sta vivendo l’editoria tradizionale?
L’editoria tradizionale è sempre più antieconomica e la criticità è dovuta al fatto che non riesce ad intercettare bene le preferenze del lettore. Per questo è costretta a stampare sempre più novità ed il numero di copie vendute per ogni libro diminuisce. Oggi il lettore è molto più esigente e spesso non si fa traviare dalle campagne promozionali milionarie o dai guru televisivi che consigliano (a pagamento) i libri. Il lettore si fida molto di più del passaparola, delle recensioni fatte dai lettori… qualcuno ha detto che siamo entrati nell’era della “lettura democratica”, ovvero ognuno sceglie liberamente ciò che vuole leggere molto più che nel passato.



>>>Leggi l'intervista completa su TTecnologico







venerdì 6 giugno 2014

Nell'era di GutenBezos: una rivoluzione nel mondo del libro

Il mondo del libro e dell'ebook è in fermento e oggi, sollecitato da tantissime notizie, in una giornata di tranquillità, vorrei condividere con voi alcune considerazioni.


Hachette Vs Amazon - scontro tra titani

Amazon, il leader mondiale dei libri (quota di mercato prossima al 50%) sta mettendo alle strette Hachette, il gruppo editoriale francese, anch'esso di taglia mondiale (vedi articolo). Amazon, vuole ridurre il prezzo degli ebook al cliente (Amazon è un'azienda fortemente orientata al cliente: "Il cliente vuole prezzi bassi e spedizioni veloci", J. Bezos), diminuendo le royalties ad Hachette. Questo solleva una serie di questioni, tra cui la più importante è la seguente:  "Amazon tratta i libri come una qualsiasi merce, ma così non è" (Hachette).
Chi avrà ragione?
Uno scontro di livello mondiale che ha visto già soccombere altri grandissimi gruppi editoriali a favore di Amazon.

Nel mio piccolo, da editore quasi esclusivamente digitale, penso stiamo vivendo una importante fase di transizione in cui gli editori tradizionali non riescono ad effettuare il cambiamento drastico necessario per non essere spazzati via. E' già successo per la musica, per le radio generaliste Vs. le radio libere e scavando ancora più nel passato, ironicamente parlando, è successo anche per il manoscritto con l'arrivo di Gutenberg e della stampa a caratteri mobili (chissà in che modo si lamentavano gli amanuensi).

Perciò chi ha ragione? Sono propenso a pensare, che come in una sorta di evoluzione della specie "sociale", l'innovazione porti sempre ed in generale ad un miglioramento della specie. In ogni caso la domanda potrebbe essere superflua, come superflua potrebbere essere stata la domanda: hanno ragione gli amanuensi o ha ragione Gutenberg?

Tra le tante argomentazioni che si potrebbero affrontare una in particolare mi ha colpito in questi giorni: da uno studio dell'UNESCO, grazie al libro digitale e alla diffusione degli smartphone, il cosidetto terzo mondo, accede alla lettura molto più frequentemente di prima e questo è sicuramente un dato molto positivo a favore del digitale.


Ma veniamo al motivo principale per cui ho voluto scrivere questo articolo.



Pubblicare un libro cartaceo: quali difficoltà? Il "reso" !

Un libro che viene ritenuto dall'editore idoneo per la pubblicazione, viene stampato in un certo n. di copie (tiratura) che per il mercato nazionale mediamente si aggira intorno alle 4000 copie.

La libreria che vende il libro ricava il 25-30% (circa) secondo le regole del "reso". Il reso è il diritto da parte della libreria di pagare al distributore solo le copie vendute in un certo lasso di tempo (la vita media di un libro non supera i 3-4 mesi).

E' qui la stranezza della filiera del libro: il numero di libri che vengono resi al distributore è enorme. Il "reso" infatti si aggira intorno al 50% della tiratura, ovvero delle 4000 copie stampate di cui sopra, 2000 tornano all'editore che per un certo periodo le metterà a magazzino, alimenterà in una piccola misura il mercato dei libri a metà prezzo (o simili) e la maggior parte di questi, al fine di non determinare ulteriori costi di magazzino, finisce al macero. Sì, proprio al macero, quasi la metà di tutti i libri che vengono stampati, compresi i best sellers, finiscono al macero !

Moltiplicando questi numeri per circa 280 milioni di libri stampati in Italia ogni anno, si arriva a numeri impressionanti e costi di inefficienza altissimi.

Il problema del libro cartaceo oggi (e anche ieri), sta in questo. Si tratta di una filiera di produzione di un bene (seppure di un certo tipo, ovvero un bene culturale) che non ha eguali.
Ragionando (semplicisticamente) potremmo anche dire che se i libri venduti corrispondessero esattamente a quelli stampati (reso uguale a zero), i libri dovrebbero costare al lettore la metà.

Sarà anche per questo motivo che il libro cartaceo vede perdere un altro 4% di vendite anche quest'anno, mentre l'ebook e il "print on demand" stanno vedendo uno sviluppo accentuato?

Pier Luigi Lai
Dir. editoriale

Sullo stesso argomento: "Ebook: libri con pagine elettroniche".