giovedì 8 agosto 2013

Mediterranea - Venti da Sud Ovest: come è nata l'opera !!!

Sebbene siano oramai trascorsi ben 213 anni da quella lontana notte del 2 settembre del 1798, l’episodio della razzia di Carloforte ad opera dei pirati barbareschi rimane ancora ricordo indelebile nei discendenti di quella gente fatta schiava.
Nella vasta produzione letteraria “tabarkina” l’episodio è stato raccontato con certosina erudizione da una foltissima schiera di storici e saggisti che ne hanno indagato e sviscerato ogni più recondito particolare.

L’episodio, tra l’altro, ebbe vasto risalto, per quel che naturalmente consentivano le capacità d’informazione dell’epoca, anche in campo europeo ed un secolo più tardi, esattamente nel 1903, sollecitò pure le fantasie del maggiore interprete italiano del romanzo d’avventura, un tal Emilio Salgari (sic), che scrisse “Le pantere d’Algeri” ispirandosi a quella triste vicenda.

Alcuni anni fa, ragionando con un amico su quell’avvenimento, nacque l’idea di scrivere un romanzo, puntando a creare qualcosa che riuscisse a distinguersi dalla produzione letteraria, ancorché pregevole, del passato. Qualcosa, che seppure partendo dal fatto storico, si spostasse su d’un piano di piena fantasia, permettendo all’autore di plasmare un mondo immaginario e tuttavia verosimigliante.

Il progetto si trascinò per diversi anni senza andare in porto, l’amico andò in pensione e tutto finì nel dimenticatoio. Tuttavia nel giugno del 2008, mi decisi a riprenderlo in mano, puntando a creare una storia, una sorta di thriller, ambientata ai giorni nostri, ma che affondava le radici del mistero nell’episodio della razzia del 1798. 
 
Nella sua struttura narrativa il romanzo prevedeva un capitolo ambientato a fine settecento incentrato sulla tormentata figura del Rais, capo della spedizione, che ragionando con se stesso, rappresentava un resoconto della razzia, svelando al lettore che all’origine della stessa vi fosse in realtà un traditore isolano.

Insospettatamente il capitolo si è trasformato, sino a divenire esso stesso un romanzo. I personaggi si sono moltiplicati e la storia è andata a suddividersi in tante piccole vicende, originando un componimento corale, dove il tutto acquisisce un senso solo attraverso il concorso di tutti. Un grande fiume che giustifica la grande massa delle sue acque esclusivamente nell’apporto dei numerosi affluenti.
Questo fatto mi ha consentito di descrivere un mondo non necessariamente costretto all’interno dei confini isolani, e quantunque nel testo ne viene comunque ribadita la centralità, ci si è concessa l’opportunità di rappresentare luoghi, culture, stati d’animo, completamenti eterogenei, seppur legati tra loro dalla ridondanza di un onnipresente Mare Nostrum. 
 
“Venti da Sud Ovest” è così diventato una sorta di feuilleton moderno, scritto con uno stile volutamente semplice ma mai banale, con l’intento di dilettare il lettore ma anche costringerlo a confrontarsi con l’animo e le azioni dei diversi personaggi. Nel tentativo di creare situazioni d’empatia che riuscissero a farlo diventare parte di quel mondo per simpatizzare e detestare, sorridere e commuoversi, compartecipe dei sentimenti di Hassan, Giovanna, Nettigna, Turìn, Francesca, Juan Mario e dei numerosi altri protagonisti. 
 
Per raggiungere questo obbiettivo ho fatto ricorso a tutta una serie di registri narrativi che, partendo dal grande romanzo ottocentesco, sono andati a contaminarsi tra loro, in una sorta di sincretismo letterario, avente l’unico scopo di condurre il lettore nel proseguo della storia/e, sino al rimpianto ultimo che “quel grosso mattone” è giunto, purtroppo, al termine! 

Mariano Strina

Mediterranea - Venti da Sud Ovest, ISBN 9788898062348,

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